dopo la cena dei 60 anni , Gabriella ci scrive

Amici,
ho guardato la bella tavolata di venerdì sera, e tanti visi nuovi, tante persone che non conoscevo. Certo il traguardo dei sessanta è positivo.
Mi piacerebbe conoscere anche il vostro pensiero…non tutti accedono al sito, non tutti scrivono. Magari io ho la passione di farlo, magari il tempo. Ma chissà quanti lo vorrebbero fare, quanti hanno cose da dire.
Ieri ho fatto una visita di controllo, la solita paura; ed il medico chiede:” quanti anni ha signora?” ed io rispondo ne ho fatti sessanta ieri.
E lui dice quasi storcendo il naso :”ora comincia il declino. Glielo dico perché io ho qualche anno più di lei”
Ci ho pensato molto mentre venivo a casa, rimuginando le sue mille raccomandazioni: ” … e  stia attenta se sente questo, se avverte un dolorino qui, mi telefoni subito”
Il lento declino, ma è davvero questo?
Certo il corpo cede. E’ un corpo che ha lavorato tanto, e per noi donne ha generato figli, è passato attraverso infinite trasformazioni.
Ci pensavo sai , mentre venivo a casa. E la mente? La mente che fa nel frattempo?
Io benedico i miei anni. Li benedico perché ho avuto la fortuna di arrivarci. Di arrivarci quando qualcuno non è riuscito, si è fermato prima.
Don Maurizio mi ha consigliato un libro che leggerò.
Io non credo che mi rassegnerò alle parole del medico di ieri. Credo invece che comincerò un nuovo percorso.
C’era al tavolo una signora simpaticissima, Mara, che parlava dei suoi bellissimi viaggi. Certo ha visto tante bellissime cose che io forse non vedrò mai….ma noi possiamo fare viaggi verso un nuovo futuro, che il nostro presente è un dono.
Il presente è un dono . Anche se stamattina sono corsa qui con l’affanno al lavoro, la badante non c’è oggi. Sono passata a lavare e cambiare mamma che non lo fa più l’ Alzheimer è davvero una malattia devastante.
Il mio presente è un dono. E non importa quanto dolore e quanta sofferenza potrà esserci, se il corpo si disferà.
Potrei comprare barattoli di crema per il viso giganteschi per togliere le rughe, peggio ancora ricorrere al bisturi per correggere o modificare un corpo che sicuro non è più giovane e scattante.
Ma a me fan paura le rughe del cuore, non credere più negli altri, non credere all’amicizia, non credere alla ricchezza di un cuore passato attraverso mille strade.
Che a sessant’anni la strada percorsa è tanta davvero.
Siamo fortunati .
Fortunati a vedere il sole ogni giorno, fortunati a respirare, fortunati ad esser oggi carezza e sorriso per qualcuno che ne ha bisogno.
Non sentiamoci vecchi, non sentiamoci stanchi.
Il presente è un dono …….in fondo non siamo tutti ventenni con quarant’anni d’esperienza?……e forse Pasquale dovrà dire quarantuno….
Un abbraccio grande e forte a tutti voi, e tanti tanti tanti auguri.
Gabriella

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