gli anni 60 : ricordi


video suo programmi tv anni 60

.Avevamo una sola maestra che ci insegnava tutte le materie

.Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag…

.Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo.

.Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con pitture a base di piombo.

.Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.

.Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.

.Bevavamo l’acqua dal tubo del giardino, invece che dalla bottiglia dell’acqua minerale…

.oppure l’acqua direttamente nei torrenti dove scorrazzavamo per tutta l’estate. Non c’erano depuratori ma nessuno si è mai beccato malattie gastrointestinali.

.Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Si, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto!

.Uscivamo a giocare con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto.

.La scuola durava fino a mezzoggiorno, arrivavamo a casa per pranzo.

.Non avevamo zainetti ma cartelle con dentro due libri e due quaderni. Una matita e una penna. Niente più.

.Non avevamo cellulari… cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile.

.Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente, ma non c’era alcuna denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno se non di noi stessi.

-Mangiavamo biscotti, pane e burro, bevavamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare…

.Condividevamo una bibita in quattro, bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.

.Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi, televisione via cavo con 99 canali, videoregistratori, dolby surround, cellulari personalizzabili, computers, chatroom su Internet… Invece AVEVAMO AMICI.

.Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell’amico, suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era li e uscivamo a giocare.

.Si! Li fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto? Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis, si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati non subivano alcuna delusione che si trasformava in trauma.

.Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né di iperattività; semplicemente ripeteva ed aveva una seconda opportunità.

… ma soprattutto, dopo che finalmente nelle case era entrato solennemente un televisore, guardavamo solo un po’ di TV dei ragazzi (che era a misura di ragazzi) e poi a letto dopo Carosello. Un po’ più grandi magari ci veniva concesso una volta alla settimana uno sceneggiato, che ci faceva conoscere l’Odissea e i Promessi Sposi, oppure il quiz per imparare qualcosa. Il resto era TEMPO LIBERO e la libertà unita a poche risorse scatenava la fantasia e la creatività, la curiosità e l’ingegno.

Se facevamo casino nessuno chiamava i Carabinieri. Al massimo ci tirava un secchio d’acqua. E la cosa ci divertiva tantissimo!

.Un po’ di gesso, un sacchetto di tappi a corona (le biglie con le foto dei ciclisti erano un lusso), magari un po’ di cera per andare più veloci e avvincenti gran premi di Formula Uno riempivano i pomeriggi dei cortili.

.Ero piccola ma ricordo che andavo con mio nonno al passaggio a livello per vedere i treni…senza scritte punk o sporcizie varie…erano meno veloci e brillavano sui rumorosi binari…poi andavo ai giardini dove allora si poteva dare da mangiare ai cigni e alle papere…ricordo addirittura una vecchietta che per pochi centesimi ci vendeva il cibo per loro! Adesso e’ tutto VIETATO!!!!!

.Quando avevo la tosse, non mi davano lo sciroppo: mia nonna mi faceva i “caldi”, ossia ungeva di sego, strofinandoci una candela, un foglio di carta da zucchero, lo scaldava sulla stufa e me lo applicava sul petto e sulla schiena.
Lo stesso quando, durante le feste, mangiavamo “troppe cose dolci” e poi avevamo la nausea: niente Biochetasi, ma, poiché si diceva che erano “i vermi che si muovevano”, una bella collana di spicchi d’aglio attorno al collo, il cui odore si pensava mandasse indietro i benedetti vermi.

.Per i dolori ai muscoli o alle articolazioni, non c’era la pomata o il gel, ma si faceva scaldare sulla stufa un sacchetto di crusca e lo si teneva sulla parte dolorante. Per non dire, poi, del ricostituente, che non era uno sciroppo bensì dell’olio di fegato di merluzzo, e del lassativo che era invece un bel cucchiaione di olio di ricino o la mannite.

.E il latte che andavamo a prendere, con un bottiglione, dal vicino, che aveva ancora le mucche (a casa mia non c’era più nessuno per badare agli animali, perché mio padre e i miei zii facevano un altro mestiere, ma prima le bestie le avevamo anche noi: il maiale, i buoi, la mucca, le oche)?
Il sapore era ben diverso da quello di qualsiasi confezione odierna, anche se superreclamizzata.

… e poi, cosa a mio avviso più importante, avevamo un futuro o almeno credevamo di averlo. Oggi il futuro è a dir poco nebuloso e il presente è ridotto a un cumulo di macerie, non ci rimane che il passato, non a caso tutti noi stiamo guardando indietro. E ciò se per chi come me ha imboccato il viale del tramonto può essere consolatorio, per chi vive sul versante dell’adolescenza o della giovinezza è decisamente triste e avvilente.

.Avevamo il mangiadischi giallo, che si ingoiava i 45 giri con le favole della fonit-cetra e la canzone di sbirulino.

…E anche le fiabe sonore!le favole che ascoltavamo dal 45 giri – il penny -: non avevano sempre il lieto fine, c’erano orchi, streghe e genitori cattivi, ma nessuno si preoccupava se la cosa potesse procurarci incubi o traumi insuperabili. Adesso ci sono psicologi che propongono di re-inventare le favole troppo “cruente”…

.Pallone con i lacci stando attenti a non graffiarci la fronte. Figurina di Pizzaballa introvabile. Partite a biliardino e… non alla playstation. Il mercoledi la Coppa dei camioni e …non la Champions. Tribuna politica con Jader Jacobelli senza insulti.Complimenti per l’iniziativa.

.Per riscaldare la scuola c’era una stufa di terracotta e ognuno di noi portava un pezzo di legna per alimentarla, Certe volte c’era fumo in aula, ma fuori l’aria era pulita. (anni cinquanta).

. facevamo merenda con pane e cotoletta impanata.
Ed eravamo sani come PESCI!!!
..e si diceva: a marzo ogni matto va scalzo!
Cioè per tutta l’estate si andava scalzi, per risparmiare sulle calzature.
Provate adesso, impensabile
.Il gioco più economico?
In un determinato tempo consisteva tra due amici, di contare i passanti che passavano da destra e da sinistra, da una strada, uno sceglieva i passanti di destra l’altro di sinistra. Alla fine vinceva chi contava più passanti dalla parte che aveva scelto.
Più economico di così!
.Quando arrivavano le 17.00, ci mettevamo seduti nella camera da pranzo-salone, dove c’era l’unico televisore della casa, posizionato su un carrello, in bianco e nero, con 2 soli canali, e senza telecomando. Allora iniziava “La TV dei ragazzi”. Due biscotti in mano, e iniziavano i programmi: Chissà chi lo sa, Giovanna la nonna del Corsaro nero, Tric Trac, Roby e 14, Giamburrasca, lo Zecchino d’Oro, Braccobaldo Show…..
E per 1 ora e mezzo eravamo felici. Davvero.
.nelle sere d’estate dopo cena si scendeva “sotto ” a giocare, giocavamo a nascondersi, avevamo tutto il verde dei prati che circondava l’abitato, quando veniva buio, le lucciole giocavano con noi. Poi prima di” salire ” ne prendavamo una , prigioniera fra le nostre mani e la portavamo a casa , la mettavamo nel barattolo di vetro per osservarla …che brutta…alla luce era molto brutta, la pancina s’illuminava, ma era brutta, poi la lasciavamo libera di volare nel buio della campagna…
.una mattina degli anni 60, scoprii che la raitivu’ mandava un film di mattina…!!!impensabile per quei tempi…ricordo che a casa mia per vedere quella scatola in bianco e nero, salivano dal piano di sotto per venire a vedere gian burrasca alle ore 8,30 di sera!, a ripensarci provo una sensazione strana.

.ricordo i fil trasmessi al mattino, li davano durante le vacanze estive. Mi mettevo a guardare la tele, erano bei fil con Amedeo Nazzari o altri ma sempre pieni di significato. Appena finito il film, forse le 11 di mattina. Si tirava su la persiana da dove sbucava un sole accecante che ci faceva tornare alla realtà.
.C’era mio padre che alla domenica mi caricava sulla sua 1100 e mi portava dai nonni, in campagna. Là, in autunno, tutti sui carri a vendemmiare e per noi bimbi era una gioia. A mezzogiorno preciso tutti a tavola, nonna che apparecchiava con la tovaglia bianca, quella buona della domenica, per una ventina di persone. E l’odore del mosto che saliva dai tini nelle cantine. Mi bastava quello per essere felice. Ci bastava poco per essere felici. Un libro, un disco erano regali speciali dei quali avere molta cura. In inverno al cinema dal prete davano il doppio spettacolo e i soldi erano contati giusti per l’ingresso e per un pacchetto di lupini salatissimi. C’era poco, ma eravamo molto più in grado di apprezzarlo, di gustarcelo e di farcelo bastare fino alla volta successiva.
.Le vacanze estive le passavamo dalla nonna, che abitava nel paese dopo il nostro.
Andavamo lì per cambiare aria!

.Tutto vero. Che nostalgia. Siamo l’ultima generazione che ha ricordi in bianco e nero..
….le sere d’estate dopo cena tutti in cortile a giocare, era bello con Nascondino, e mentre andavamo tra i cespugli per nascoderci le piccole lucciole volavano tra i fili d’erba.
…..il viale di platani davanti alla chiesa si trasformava in campo da tennis tutti i pomeriggi.Giocavamo a tennis e a volano fino alle tre.Noi eravamo gli snob.Gli altri giocavano a calcio dietro il municipio….e alla sera, tornando dalla cascina con la bottiglia del latte mi fermavo a bocca aperta davanti al bar:c’era la tv a colori.
…non c’era internet e quando avevo una curiosita’ non sapevo dove cercare. La mia famiglia era troppo povera e ignorante per avere dei libri in casa; l’unica fonte di sapere era l’Enciclopedia Conoscere. La Biblioteca in centro era cupa, piena di libri antichi, personale poco disponibile e mi intimidiva. L’unica era rivolgersi ai professori per alcuni dei quali provavo una stima e gratitudine immensa!
.mi ricordo i problemi alle elementari e il solito fattore sfigato che andava al mercato e gli succedeva di tutto..ora si perdava le mele ora gi andava a male qualcosa🙂..comprava e rivendeva..e intanto imparavamo a far funzionare il cervello..ora studiano di tutto ma non imparano nulla..

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